Sono così avanti, ma così avanti, ma così avanti, che nessuno mi sta dietro...

Premiata ditta Gl&Glo

 

 

posted by Glolconda @ 22:38 - venerdì, 12 ottobre 2007
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Se fosse un animale il bastardo Bilancia sarebbe un mix tra un camaleonte e un bradipo.

Ti fa stancare già a guardarlo mentre si adatta in maniera impressionante alla fanciulla di turno che ha al suo fianco.

 

Questo tipo di bastardo è personalità-esente, si limita a spalmare il suo modo di essere su quello della sua compagna. Il fatto è che non te ne accorgi subito e, prima di capire che non fa tutto quello che vuoi perché gli fa piacere ma perché non ha motivazioni sue, sei già fregata.

Il bastardo Bilancia ha una marea di abilità, anche creative, ma non ne coltiva una in modo serio e  continuativo, troppo impegnato a compiacere la sua fanciulla in modo che lei non si accorga che, sotto la pelle e le ossa, non c’è niente da scoprire.

Proprio a causa del fatto della sua mancanza di personalità, il bastardo Bilancia è difficilmente inquadrabile in una categoria precisa: può essere incazzoso, dolce come un biscotto, acido, intraprendente, remissivo come un cagnolino. Tutto nel giro di un quarto d’ora.

La cosa essenziale con questo tipo di bastardo è non dargli il tempo di attuare la sua mutazione, non fargli capire come sei davvero in modo che lui non capisca come adattarsi.
Allora, forse, riuscirà a tirare fuori un po’ del suo carattere vero che, se esistente, non è poi neanche tanto male.

Se non passasse la vita a fare quello che si aspettano gli altri, probabilmente sarebbe un tipo equilibrato e interessante. Il problema vero è che, prima o poi, verrà fuori la sua vera natura, qualsiasi essa sia.

A volte può essere una piacevole sopresa, altre volte (la maggior parte a dire il vero) può causare alla fanciulla di turno delle turbe psicologiche non indifferenti perché capisce che non ha idea di chi abbia davanti.

Il bastardo Bilancia, spesso, è il  classico tipo del bello e dannato, una sorta di poeta maledetto.

E maledetto è il fatto che sa parlare e sa come farti cadere nella rete.

Sa coccolarti, sa adularti, sa tenerti per mano nei momenti difficili, sa spendere le parole giuste quando servono, sa essere affascinante e galante quanto basta.

E il fatto che a letto pecchi un po’ di fantasia non vi peserà più di tanto con tutte le premesse di cui sopra.

Il problema vero sorge quando il bastardo Bilancia si sveglia dal suo torpore, quando decide di smettere di essere quello che pensi sia e inizia a essere quello che è veramente.

Questo bastardo è un lupo feroce travestito da agnellino e, fidatevi, non ci sarà momento peggiore di quando si spoglierà dal suo travestimento per azzannarvi la giugulare (non necessariamente in senso figurato) e lasciarvi in terra, agonizzanti e dissanguate.

Vi ritroverete, da un momento all’altro, con accanto una persona che non avete idea di chi sia perché quello che ha fatto fino a quell’istante è stato spalmarsi e plasmarsi intorno a voi.

Mollare un bastardo Bilancia (difficilmente vi mollerà lui, preferirà di gran lunga fare la vittima e farvi sentire in colpa) può essere una cosa sconvolgente e pericolosa, ma non ne potrete fare a meno perché, a lungo andare, avrete bisogno di stare lontane da lui pena la vostra salute mentale.

E’ ovvio che continuerete a pensare a lui per lungo tempo ed è altrettanto ovvio che continuerete a sentirvi in colpa per come è andata a finire per tutta la vita. Il bastardo Bilancia, in una qualche misura, è lo specchio che riflette i vostri pregi e i vostri difetti.

Sarebbe più conveniente andare da uno strizzacervelli, sicuramente sarebbe meno deleterio.

 

Col mio personale bastardo Bilancia ci sono stata cinque anni.

Sono passati sette anni da quando l’ho mollato, da quando si  voleva uccidere una sera di autunno, a 150 sulla Firenze-Siena sotto un temporale mai visto e con me al suo fianco.

Sono passati sette anni da quando mi ha detto “Dammi un’altra possibilità. Ti prometto che d’ora in poi sarò me stesso.”

Attualmente convive, ha una figlia, gira il mondo, fa scalate, si è comprato la moto, si è rifatto il naso, ha un tatuaggio e sempre la stessa faccia scontenta di quando stava con me.

E io penso ancora a lui sentendomi in colpa.

Bastardo Bilancia, se lo conosci lo eviti. Se lo conosci non ti uccide, dentro.
Forse.

posted by Glolconda @ 15:45 - sabato, 06 ottobre 2007
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Bello e impossibile.
La Nannini quando ha scritto la sua canzone sicuramente stava pensando al bastardo Leone.

 

Questo tipo di bastardo ha fascino da vendere. Anche se è fisicamente un cesso, dopo due minuti che parlate con lui vi sembrerà un adone. Non necessariamente perché vi imbabola con teorie sui massimi sistemi, ma perché è così e basta. Il bastardo Leone è bello anche se fa cagare perché sprizza sole e energia da tutti i pori.

Difficilmente troverete questo tipo di bastardo a poltrire in poltrona (uaz, che gioco di parole!) ma se passerete da una palestra, da una piscina, da una discoteca o da  qualsiasi altra parte dove ci sia da sgambettare e mettersi in mostra, troverete sicuramente in prima fila il bastardo Leone.

Fermo non ci può stare e poi, diciamocelo, il bastardo Leone adora se stesso e il suo fisico e fa di tutto per curarlo, anche se negherà fino alla morte se glielo farete notare (e sotto sotto gongolerà del fatto che vi siete accorte quanto sia figo).

Con questo tipo di bastardo è assolutamente impossibile mettersi in competizione: vincerà lui, sempre e comunque. Anzi, ha già vinto per definizione.

Il problema è che se il bastardo Leone ti guarda sei già fregata.  Ti fa sentire una caccola con una sola occhiata e, se non riesci a capire subito il tipo di bastardo che hai davanti, sarà impossibile non iniziare a sbavare per lui, facendo di tutto per seguire i suoi ritmi.

Ovviamente vi ritroverete senza un euro in tasca (perché seguire i suoi ritmi costa!), senza fiato (perché seguire i suoi ritmi stanca!) e, soprattutto, con il vostro amor proprio sotto i piedi (perché non c’è verso, non ce la potete fare a stare al suo passo!).

Se è vero che la Terra gira attorno al Sole è altresì vero che il Sole gira attorno al bastardo Leone.

Anche questo è un dato di fatto.

Non si limiterà a darvi torto in una discussione, vi farà sentire una merda solo per il fatto che non la pensate come lui. Voi andrete a casa, con la coda tra le gambe, con la certezza assoluta che ciò che vi ha detto sia giusto e vi fustigherete a sangue perché avete soltanto osato pensare una cosa diversa dalle sue convinzioni.

Poi magari ci penserete, vi renderete conto che quello che vi ha detto era una marea di stronzate e il giorno dopo partirete alla carica per far valere le vostre ragioni. Massicce e incazzate, come dicono sotto le armi.

Illuse.

Il bastardo Leone saprà già cosa volete fare e cosa volete dire e quando arriverete davanti a lui si limiterà a guardarvi e con quell’occhiata sprofonderete subito nel baratro del nulla assoluto. Dove ovviamente il nulla siete voi e non potrete fare altro che ricominciare a sbavare per lui ed adorarlo.

 

Il mio personale bastardo Leone era divorziato, aveva una figlia, faceva l’elettricista e, per hobby, faceva immersioni.

L’ex moglie era un’arpia, la figlia più bella del mondo ce l’aveva lui (mi ci faceva pure parlare al telefono... lei aveva tre anni e io non l’avevo mai vista) e come avvitava le lampadine lui non lo faceva nessuno.

Riusciva a fare colazione, leggere il giornale, fare il  cascamorto con la cassiera e parlare con me al telefono nello stesso momento e io dovevo pure trovare normale questa cosa.

Si depilava e si guardava nello specchietto retrovisore della macchina quando... beh, avete capito quando.

Mi ha mollata perché “sai, è venuta la mia ex a trovarmi e io, sai come succede... ci sono andato a letto”.

Non è mica lui ad aver tradito me, è stata lei a cadere ai suoi piedi. Poteva essere altrimenti?

Dopo qualche giorno di completo imbambolamento, in cui sono stata pienamente convinta che ciò che aveva detto e fatto erano le cose più sacrosante del mondo, sono rinsavita.

Ho preso il telefono e l’ho mandato affanculo.

posted by Glolconda @ 20:54 - mercoledì, 03 ottobre 2007
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Disclaimer: tutti i Gemelli sono bastardi, tranne Fede (Sel, è ok così?).

 

Ho un vago ricordo del bastardo Gemelli e questo, se da una parte è senz’altro un bene, dall’altro è sinonimo del fatto che di questa categoria resta ben poco da ricordare. Nel bene e nel male.

Il bastardo Gemelli quando ama, ama con tutto se stesso. Ama soprattutto se stesso.

Simpatico e brillante, sa mantenere un profilo basso se le condizioni attorno a lui non sono a suo favore, ma quando intravede uno spiraglio per mettere in mostra tutta la sua splendente personalità, zack! Non lo ferma più nessuno.

Che poi dire che il Gemelli abbia personalità è una barzelletta.

Questo tipo di bastardo ha un vasto assortimento di personalità, le cambia come cambierebbe una camicia (sempre che non porti t-shirt e maglione) in modo da adattarsi a coloro che lo circondano.

Condizione fondamentale è che le persone che circondano il bastardo Gemelli pendano dalle sue labbra, perché ciò che dice è verità assoluta.

Ti potrebbero sparare dritto in mezzo agli occhi e il bastardo Gemelli sarebbe sicuramente il primo intervistato dal giornalista di turno, raccontando la sua verità anche se non ha minimamente idea di cosa sia successo.

Questo tipo di bastardo vive in un mondo tutto suo ma potete giurarci che riuscirà sempre a fare in modo che il suo mondo personale divenga anche il tuo, altrimenti riuscirete a capire cosa sia una tragedia greca nel giro di un nanosecondo.

Lui pensa molto e agisce poco, si fa anche poche pippe mentali (e per questo lo ammiro tantissimo) ma saprà cavarsela in ogni situazione grazie al suo smagliante sorriso e alla sua capacità di persuasione. Riuscirebbe a convincervi che Cristo è morto dal sonno, se solo gliene deste la possibilità.

Nei casi peggiori il bastardo Gemelli tira fuori la vesione “rullo compressore” e allora iniziate a scappare perché non ci sarà niente e nessuno che vi potrà salvare dalla sua bramosìa di potere: siete fregati ancora prima di accorgervene, prenderà tutti i vostri meriti e vi farà sentire un perfetto idiota. Probabilmente ha ragione, ma se il bastardo Gemelli non ha ragione è perché avete torto voi.

 

Il mio bastardo Gemelli personale, come ho già detto, non me lo ricordo. So che c’è stato, ma per fortuna è passato in fretta e in modo abbastanza indolore.

 

Amen!

 

 

posted by Glolconda @ 22:21 - lunedì, 01 ottobre 2007
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Il bastardo Toro è subdolo.

 

Pieno di solidi valori, potrebbe essere paragonato a un quadrato, tanto è stabile nei suoi princìpi di vita.

Casa, famiglia, lavoro, queste le sue priorità. Quando si lega a qualcuno, di solito, è per la vita.

Anche se pensa che sia una vita di merda.

Dotato, quasi sempre, di una cultura superiore, acquisita con lo studio ma non con l’esperienza, ti frega con tante belle parole, tante belle promesse e ti fa pure capire che crede davvero a quello che dice.

Il bastardo Toro di solito ha una vita piatta e noiosa, quasi sempre scontento ma sempre e comunque sorridente (almeno in apparenza) perché pensa che sia meglio consolidare lo schifo in  cui si trova piuttosto che buttarsi in un qualcosa, magari più emozionante, ma assolutamente meno sicuro.

La povera fanciulla che si imbatte in questo tipo di bastardo, rimane abbacinata dalla sua solidità (che traspare anche dal suo fisico, stile armadio a tre ante di legno massello) e si crogiola nella possibilità che veramente possa abbandonare la melma in cui naviga per allacciare un rapporto “serio” insieme a lei.

La povera fanciulla però non capisce subito (a meno che non si sia già preventivamente imbattuta nel bastardo Toro) che questo non sarà mai possibile perché il nostro amichevole bastardo la torturerà in un tira e molla infinito e la circuirà con milioni di promesse vuote, nelle quali non crede davvero manco lui.

Il bastardo Toro ha bisogno di una valvola di sfogo, brama qualcuno con cui fantasticare un futuro diverso, una realtà alternativa alla sua che, senza ombra di dubbio, gli fa schifo ma che è comunque consolidata.

L’unica speranza per acchiappare un bastardo Toro senza farsi troppo male è il fatto che sia prole-esente. Se qualche pargolo però gira per la casa allora, fanciulle carissime, riponete le armi e mettetevi l’animo in pace. Il bastardo Toro non abbandonerà mai il tetto coniugale perché il dovere per lui viene prima del piacere.

O meglio, il piacere se lo cerca fuori dalle mura domestiche, ma poi torna sempre e comunque all’ovile, dove lo attendono simpatici frugoletti, un pasto caldo e un letto comodo.

Adora, il bastardo Toro, fare la vittima con i familiari e con la fanciulla ingenua di turno, ma adora altresì raccontare a tutti quanto è bravo e quanta forza morale ha nel tirare avanti una famiglia.

 

Il mio bastardo Toro aveva una moglie che odiava e due simpatiche figliolette che adorava.

Che fine abbbia fatto non lo so, l’unica cosa di cui sono sicura è che sarà ancora con la moglie e che starà ancora consolandosi con l’ingenua fanciulla di turno.
So anche che ho già speso sin troppe parole su di lui perché io, per fortuna, da quel bastardo sono guarita.

 

In conclusione, il bastardo Toro è un omino d’oro da sposare, se volete una vita di certezze e un palco di corna in  costante evoluzione, ma non abbiate velleità che vadano oltre una sana scopazzata se il personaggio in questione è già accasato.

 

Enjoy.
posted by Glolconda @ 21:59 - domenica, 30 settembre 2007
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L'uomo, il maschio, per definizione (e per esperienza) è un bastardo.
Dare del bastardo a tutto il genere maschile, però, significa generalizzare, è riduttivo.
Il maschio umano (probabilmente anche il felino, il canide e così via, ma non ho fortunatamente le prove) si divide in varie categorie di bastardaggine. Dodici per essere esatti:

Bastardo ARIETE - 0
Bastardo TORO - 1
Bastardo GEMELLI - 1
Bastardo CANCRO - 3
Bastardo LEONE - 1
Bastardo VERGINE - 0
Bastardo BILANCIA - 1
Bastardo SCORPIONE - 2
Bastardo SAGITTARIO - 2
Bastardo CAPRICORNO - 2
Bastardo ACQUARIO - 2
Bastardo PESCI - 2

Qualcuno dice che dovremmo aggiungere anche il BASTARDO OFIUCO in questa speciale divisione bastardzodiacale, ma fino a che qualcuno non ammetterà di essere nato sotto questo segno ridicolo, mi rifiuto di aggiungere la categoria alla mia personale classifica.
Probabilmente il maschio Ofiuco è l'unico a non essere bastardo.

Per questo non esiste!

P.S.: cerchiamo testimonianze dirette per i bastardi zodiacali che non ci sono ancora pervenuti (quelli con lo zero accanto, tanto per capirci).

 

posted by Glolconda @ 21:34 - martedì, 25 settembre 2007
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...per quale cazzo di motivo il mio post precedente mi è uscito metà di un colore e metà di un altro???

 

posted by Glolconda @ 16:46 - lunedì, 28 maggio 2007
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Pirati dei Caraibi – Ai confini del mondo
 
Sabato sera quattro impavide ragazze, di età e aspetto variabile, sono partite verso la terza avventura del prode Capitan Sparrow e dell’allegra brigata che gli orbita attorno (e sfido chiunque a non voler orbitare attorno – addosso sarebbe pure meglio – a Johnny Depp).
Pop corn e Pepsi (al Warner di Scandicci non sanno cosa sia la Coca Cola, maledetti loro e la loro progenie fino alla quarta generazione!) alla mano, le nostre eroine prendono posto (sapientemente già prenotato dalla sottoscritta) in una fila laterale tutta per loro e attendono impazienti l’inizio del terzo capitolo della saga dei Pirati.
In verità io ero già partita prevenuta e quindi non ero manco tanto impaziente, ma mi sono consolata affogandomi di pop corn.
Buio in sala, iniziano i trailer e… stupore e meraviglia! Harry Potter e l’Ordine della Fenice!
A quel punto io ero già soddisfatta (anche la Juditta seguiva il mio impeto emotivo relativo al maghetto occhialuto) e me ne sarei già potuta tranquillamente andare a casa.
Il film si apre a Singapore… pirati cinesi… la secca (Keira Knightley) che pagaia sul fiume con tanto di cappellino tipico e trucco perfetto… perché, mi chiedo io, perché hanno dovuto mettere i cinesi pure qui?
I pop corn già stavano andando di traverso nel vedere tutti quegli occhi a mandorla e, se non fosse stato per la scimmietta, probabilmente mi sarei già alzata e me ne sarei andata via. Beh, anche il fatto che non ero con la mia macchina e che la Caterina sembrava già parecchio presa dal film, ha contribuito a farmi restare a sedere.
Il pop corn è andato decisamente di traverso quando Capitan Barbossa (Jeffrey Rush è sempre Jeffrey Rush anche se il suo doppiatore c’ha un tono di voce simil-isterico) asserisce verso il pirata cinese di essere senza un equipaggio e senza una nave… e scusa tanto, con cosa cazzo siete arrivati a Singapore? In canoa?
Ma per favore!
La prima sorpresa – decisamente degna di nota– del film è stata la metamorfosi incredibile di Orlando Bloom. Il capello lungo, l’aria sbattuta e scazzata da cattivo ragazzo, il fatto di essere zozzo quanto basta, hanno contribuito a far schizzare le quotazioni dell’effemminato Legolas alle stelle. E il bello è che questo dura quasi per tutto il film. Ristora e maraviglia, è proprio il caso di dire!
Nonostante il tronco di pino inaspettato, il film si snoda con una lentezza e una noia quasi insostenibili.
Ci hanno infilato dentro tutto e tutti, il padre della secca, l’ex fidanzato della secca, l’inglese cattivo che prende accordi con tutti, gli equipaggi della Perla Nera (vecchio e nuovo), le due guardie inglesi del primo film, il pappagallo, la scimmietta, Davy Jones, Sputafuoco Turner, Tia Dalma coi denti neri, Capitan Barbossa… mancava Mike Bongiorno ed eravamo al completo.
Comunque, dopo una mezz’oretta di sparatorie e duelli improbabili, accordi incomprensibili e dialoghi assolutamente senza senso, la sala (e soprattutto la fila di quattro poltrone laterali) iniziava a rumoreggiare per l’assenza di Sparrow. E quando già l’angoscia della fregatura iniziava a insinuarsi in noi, ci ritroviamo in un onirico Eden, dove le uniche persone che lo abitano sono Jack Sparrow, Jack Sparrow, Jack Sparrow in versione infinita.
La parte femminile della sala stava già sbavando, i miei pop corn si stavano incastrando nei denti, lasciati scoperti dalla paresi che stava inebetendomi l’espressione quando la poesia è crollata di botto: “Un po’ di vento, un alito di vento, per pietà datemi un alito di vento!” prega il nostro Jack, riferendosi alla piattezza inquietante del deserto in cui lui e la Perla sono relegati. Peccato che, mentre chiede un alito di vento i suoi capelli svolazzino nel vento che lui invoca e che, in teoria, non arriva, chiaro segnale che gli sceneggiatori e il direttore della fotografia si stavano facendo un’allegra canna mentre giravano le scene.
A parte questa scena che ha messo a dura prova i nostri ormoni femminili, il film, purtroppo, procede nella sua direzione di non-sense e pallosità quasi mortale.
Un paio di volte sono incappata in riferimenti al film numero due e per un istante ho pensato di doverlo rivedere per poter capire meglio quanto succede nel terzo episodio. Per fortuna sono tornata in me in un lampo e ho capito che brutti scherzi può fare il tedio di un film alla mia povera mente malata.
I minuti nella sala non passano mai e, all’ennesima risata di gusto del mio vicino (per fortuna ci stava il corridoio a dividerci) per le battute completamente insulse dei nostri protagonisti (a parte la scimmia ovviamente) sono stata colta da istinti omicidi e visioni oniriche, dove ero l’eroina che uccideva a suon di martellate gli sceneggiatori dei Pirati.
E mentre già stavo per cedere alla visione… ecco la seconda sopresa (che poi sorpresa non lo era per niente, visto che si sapeva già dal primo film!): Keith Richards in carne e ossa, più ossa che carne e, suppongo, pure qualche filo di nylon che lo teneva su perché si sa che dopo la caduta dalla palma ha qualche difficoltà a camminare. Lo abbiamo atteso per due film e mezzo e finalmente lo vediamo, brutto come non mai e semi-moribondo, ma con un ghigno e una classe senza pari. La scena in cui suona la chitarra merita il prezzo del biglietto (o almeno ne merita la metà).
Purtroppo Keith è uno dei pochi sussulti del film che riprende la sua inesorabile corsa verso la noia e l’idiozia più totale.
Belli gli effetti speciali, senza dubbio, ma già che c’erano potevano pure regalare una nuova espressione alla secca, che sono tre film che c’ha solo quella!
Non saprei dire cosa succede di preciso dopo Keith, forse perché i pop corn stavano finendo e io mi stavo addormentando, mi ricordo Tia Dalma che si trasforma nella statua della libertà e che poi esplode in un turbinìo di granchi che mozzicano tutti fuorché l’Orlando e la Secca; mi ricordo che Jack e Davy Jones duellano su un albero della nave che sta per entrare nel gorgo scatenato da Calypso (che pareva dovesse spaccare il mondo e invece ha fatto solo piovere); mi ricordo Barbossa che sposa Wil e la Secca in una delle poche scene divertenti del film; mi ricordo che l’inglese cattivo si caga sotto quando la sua nave viene presa tra due fuochi e poi mi ricordo che quella merda di Davy Jones infilza Wil con la spada.
Ecco, devo ammettere che a quel punto mi sono decisamente incazzata, nonché mortalmente risentita per il fatto che ci fanno secco Bloom proprio nel film in cui è un bonazzo da paura.
Il ragazzo Turner, in effetti, è sempre stato un po’ sfigato, fin dall’inizio, ma in questo episodio tocca l’apice, diventando il capitano dell’Olandese Volante condannato a stare dieci anni in mare e un un giorno sulla terraferma proprio nel momento in cui aveva coronato il suo sogno d’amore con la Secca.
La prende comunque con una certa filosofia affermando che un giorno solo sulla terraferma non è così male, dipende da come lo si spende. Ho temuto per un istante di veder spuntare Tonino Guerra all’orizzonte, che urla a squarciagola “Turner, l’ottimismo è il profumo della vita!” ma per fortuna così non è stato.
Mente le lancette del mio orologio si avvicinavano in maniera inquietante alle una e 5 e mi rendevo conto che stavo in quella poltrona da quasi tre ore, mi è balenata una domanda in testa: ma la Secca resta sulla spiaggetta deserta per dieci anni ad aspettare che Turner torni per la seconda trombatina della sua vita?
Stavo ancora cercando una risposta quando sono iniziati a scorrere i titoli di coda e la gioia più profonda mi ha colta. Sono scattata in piedi e sono corsa fuori a prendere una sana boccata di aria fresca e una ancor più sana boccata di fumo di sigaretta.
Il giorno dopo ho saputo, con orrore, che dopo i titoli di coda c’era un’altra scena e per un lungo tragico momento ho avuto l’irresistibile impulso di tornare a vedere il film solo per capire che cosa succede in quella scena, da tutti definita, epica.
Ma anche questa volta, per mia fortuna, la follia è durata poco e la mia mente è tornata allegramente a pensare al nulla assoluto, dimenticandomi completamente del film , consolandomi al pensiero che il 13 luglio esce Harry Potter e l’Ordine della Fenice.
posted by Glolconda @ 16:45 - lunedì, 28 maggio 2007
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Ma se Totti fosse stato uno con uno stipendio normale alla figlia gli metteva nome Intima di Karinzia oppure Eau de Toilette?

Almeno la bambina ha il diminutivo assicurato: 5 non glielo leva nessuno.

A France' te posso toccare? Ma vaffanculo va!

 

posted by Glolconda @ 20:51 - lunedì, 14 maggio 2007
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Ebbene sì, alzi la mano chi non ha mai pensato che il buco dell'ozono non sia il male del nuovo millennio.
Su, su, alzate le mani, fate i bravi e dimostrate che la pubblicità insegna!
Il surriscaldamento terrestre è una cosa dalla quale la nostra ansia non può non dipendere, sfido chiunque a dirmi che sarebbe felice di morire arrostito tra atroci sofferenze e con la pelle che si abbrustolisce. Che poi l'effetto serra dovrebbe portare a una nuova era glaciale per me resta comunque un mistero.
Ma sto andando fuori tema!
L'ozono, questo sconosciuto, ho scoperto che è un gas (eggià lo ammetto, sono un'ignorante cronica e me ne vanto pure) che sta nell'atmosfera terrestre e filtra i raggi dannosi del sole. E se così non è fate finta che lo sia, non mi togliete una delle poche certezze che mi sono rimaste nella vita.
L'ozono è un gas, dicevamo, ma ha anche la particolarità di poter essere ficcato in alcune boccettine insieme all'ossigeno, dando vita a una miscela semiesplosiva che viene usata per svariate cure fisiche.
Pare sia la panacea per i problemi cervicali quindi immaginate la mia gioia quando il mio corpulento e schifosamente esoso ortopedico mi ha comunicato che ho due discopatie cervicali importanti (perché, mi sono chiesta, esistono discopatie vip e discopatie sfigate?) e che con l'ozonoterapia passa tutto.
Boia che culo! ho immediatamente pensato. Mi metto col collo al sole e risolvo i dolori maledetti che mi bloccano le spalle.
Eh no, non funziona mica così, il buco dell'ozono non risolve i problemi di cervicale. Almeno non il buco dell'ozono dell'atmosfera. Per curare le discopatie importanti il buco dell'ozono te lo fanno sul collo.
Anzi, te ne fanno tre!
E mentre stai maledicendo tutto l'albero genealogico dell'ortopedico fino all'ottava generazione cercando di non urlare per il dolore che dal collo si espande alle braccia e alle orecchie, gioisci quasi quando cacci sul tavolo centrotrentamilaeuro e apri quella cazzo di porta e ti fiondi sulla tua scassatissima macchina per andare a casa a spalmarti di ghiaccio la parte dolorante.
Ed è stato allora, distesa sul divano, con la borsa del ghiaccio spalmata sul buco dell'ozono che ho capito perché era glaciale e surriscaldamento terrestre sono legati a doppio filo.

Però che cazzo! sinceramente preferivo restare nella mia beata ignoranza.

 

posted by Glolconda @ 20:48 - lunedì, 14 maggio 2007
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